Leopoldo, la gioia di vivere di Patrizia Carboni

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Comprendere il comportamento canino non è affatto semplice, specialmente quando non si posseggono le chiavi interpretative. A farne le spese, in questi casi, sono proprio i nostri amici a quattro zampe costretti a vivere “come reclusi” in mezzo a individui insensibili alla loro sorte. Sì, è proprio questo che accade quando non si prendono in debita considerazione i sentimenti di un cane, nonché i segnali vocali e posturali che ci invia mediante il corpo: non riuscendo a comprendere il suo linguaggio, il cane, per natura sociale, si sente recluso in una società incomprensibile. E questo presumo, con ragionevole certezza, è uno dei motivi fondamentali che hanno spinto l’autrice a far precedere la trama dei racconti del discolo e amorevole Leopoldo da quelli che abbiamo appreso, dalla sua stessa bocca canina, essere “i Comandamenti di noi pelosi”. Avete capito bene! Non perdete tempo a rileggere ciò che speravate già nel cuore: questo libro è stato scritto da Patrizia Carboni, ma il vero autore è Leopoldo, il primo di una cucciolata di dieci splendidi Labrador dati alla luce da mamma Lulù. Non c’è un solo passaggio del libro in cui Leopoldo viene meno a questo suo impegno passionale e per chi legge ciò si traduce sempre in una occasione per riflettere, per ridere, per provare apprensione, per piangere di gioia. Abbandonati i panni del tontolone, nomignolo affibbiatogli in tenera età dalla signorina Manuela perché durante l’allattamento si lasciava sempre sopraffare dai fratellini, Leopoldo si inerpica con coraggio e ingegno, come uno provetto scalatore della scrittura, lungo i difficili sentieri della comunicazione, dimostrando a più riprese che il cane ha memoria, volontà, intelligenza e prova tutta una serie di sentimenti fra cui: amore, dedizione, fedeltà, gioia, paura, dolore, collera, gelosia, orgoglio, fantasia, curiosità, perplessità. Per lunghi tratti si ha l’impressione di leggere una favola, ma le storie narrate sono reali e appaiono in tutta la loro drammaticità quando Leopoldo, con un equilibrio emotivo raramente rintracciabile negli esseri umani, narra gli episodi più dolorosi della sua vita, dal commovente distacco dalla mamma e dai fratellini, al doloroso intervento di rimozione di una pietra che aveva ingoiato durante il gioco. Consapevole che l’amicizia, la famiglia e l’amore sono valori universali, Leopoldo valica i confini del suo mondo per abbracciare, anche solo virtualmente, i cani più lontani e bisognosi d’affetto. Emblematici a questo riguardo sono i racconti della lettera a Babbo Natale e delle richieste di amicizia inviate mediante il computer. La trama dei racconti è bene articolata e il punto di vista dei cani, ai quali sovente vengono imposti comportamenti che ledono la loro libertà, trova qui lo spazio e la considerazione che meriterebbero anche altrove. Menzionate alcune piccole e accettabili lacune, quali l’uso smodato della punteggiatura e una non perfetta impaginazione delle foto, il libro Leopoldo, la gioia di vivere s’impone all’attenzione dei lettori come un libro di ampio respiro che smuoverà le coscienze di molti.

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